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25/01/2008
- Reach nazionale, MinSalute individua Enti competenti
Saranno i Dicasteri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, l'Apat e due Comitati tecnici ad affiancare il MinSalute nell'attività di allineamento del Paese alle nuove regole comunitarie sulla gestione delle sostanze chimiche.
Con il nuovo Dm 22 novembre 2007 il Ministero della Salute ha infatti provveduto a stabilire, in attuazione del Dl 10/2007, il "Piano di attività e utilizzo delle risorse finanziarie" per l'adeguamento dell'Italia al regolamento 1907/2006.
Oltre ad individuare gli organi di sua stretta collaborazione, con il Dm parola il Dicastero della Salute (Autorità nazionale per l'attuazione del Reach) ha ufficializzato la partenza di nuovi servizi di consulenza per gli operatori e di una attività di vigilanza sul rispetto delle norme Ue.
Il tutto in vista dell'appuntamento del 1° giugno 2008, data dalla quale fabbricanti ed importatori di sostanze chimiche dovranno registrare i propri preparati presso la banca dati Ue per poter continuare ad operare sul mercato.
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25/01/2008
- Registro produttori Aee, MinAmbiente lancia sito web con istruzioni operative
Allestito dal Dicastero dell'ambiente un sito internet dedicato agli adempimenti relativi alla procedura di iscrizione nel Registro nazionale dei Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Sulle pagine web del MinAmbiente, localizzate all'indirizzo www.registroaee.it, sono consultabili una guida operativa messa a punto da UnionCamere in collaborazione con Anie (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche) ed altre informazioni pratiche in materia.
Ricordiamo che l'iscrizione al Registro in parola deve essere effettuata per il tramite delle Camere di Commercio territorialmente competenti entro il 18 febbraio 2008 e deve contenere tutti i dati stabiliti dal Dm 25 settembre 2007, n. 185, emanato in attuazione del Dlgs 151/2005, norma quadro in materia di gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
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25/01/2008
- Firmato il "Correttivo unificato" del Dlgs 152/2006
È rubricato come Dlgs 16 gennaio 2008 il provvedimento di riformulazione del cd. "Codice dell'ambiente" approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 dicembre 2007 ed emanato dal Capo dello Stato la scorsa settimana.
Il provvedimento, ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, ha apportato - lo ricordiamo - modifiche alle norme in materia di valutazione di impatto ambientale, valutazione ambientale strategica, acque e rifiuti del Dlgs 152/2006, ed ha introdotto nella Parte Prima del "Codice" nuovi principi di carattere generale in materia ambientale.
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25/01/2008
- Autorizzazione integrata ambientale, deadline 31 gennaio 2008
Scade il 31 gennaio 2008 il termine ultimo entro il quale gli impianti esistenti devono presentare le domande di autorizzazione integrata ambientale ("Aia") ex Dlgs 59/2005.
A stabilirlo, lo ricordiamo, è la legge 19 dicembre 2007, n. 243 di conversione - con modifiche - del Dl 180/2007 (il decreto che ha sancito la possibilità per gli impianti in esercizio ed in attesa del rilascio dell'autorizzazione ambientale integrata ex Dlgs 59/2005 di proseguire l'attività fino al 31 marzo 2008 in base alla autorizzazione rilasciata sulla scorta della precedente normativa).
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25/01/2008
- Adeguamento impianti al Dlgs 152/2006, proroga 2011
Prorogato dall'aprile del 2009 a quello del 2011 il termine entro il quale gli impianti a basse emissioni individuati dall'articolo 281 comma 2 del Dlgs 152/2006 devono adeguarsi alle prescrizioni del "Codice ambientale".
A stabilirlo è l'articolo 32 del decreto legge 31 dicembre 2007 n. 248 (recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria").
Il differimento della scadenza interessa, in particolare, gli impianti già in esercizio alla data del 29 aprile 2006 non rientranti nel campo di applicazione del Dpr 203/1998 ed ora rientranti nel Dlgs 152/2006.
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25/01/2008
- Emission trading, scatta la consultazione pubblica
Lo "schema di decisione di assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012" e la "bozza di regolamento sui nuovi entranti e chiusure" sono disponibili online; osservazioni fino al 25 gennaio 2008.
Dopo la consultazione (avvisi pubblicati sulla Gu del 10 gennaio 2008), i due documenti predisposti dal Comitato nazionale di attuazione della direttiva 2003/87/Ce saranno approvati dal MinAmbiente.
Dal confronto dello schema di decisione con il Pna presentato dall'Italia nel dicembre del 2006, spiccano la riduzione della quantità totale di quote assegnate, (201,54 MtCO2eq/anno contro 209), e l'inclusione di "impianti di combustione addizionali" (ricordiamo che la Commissione Ce ha segnalato nel maggio 2007 quattro incompatibilità del Pna con la disciplina Ce).
Per gli "impianti nuovi entranti", infine, viene confermata la gratuità dell'assegnazione ma la riserva totale di quote ad essi destinata perde, rispetto al Pna, più di 2 MtCO2eq/anno (da 18,26 del Pna a 15,65).
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25/01/2008
- Tutela acque, sì della Commissione Ue sulla nuova direttiva
Parere positivo pronunciato il 10 gennaio 2008 dalla Commissione Ue sullo schema di provvedimento che affiancherà la direttiva 2000/60/Ce, introducendo limiti per particolari agenti inquinanti, come piombo e mercurio.
Il provvedimento che ora approda in seconda lettura, introdurrà anche un nuovo criterio per la misurazione del livello di inquinamento basato sulla "media annua", criterio che permetterà di tenere sotto controllo anche l'inquinamento non acuto ma continuo ed un "inventario degli scarichi", delle emissioni e delle perdite che permetterà di verificare se gli obiettivi di riduzione saranno stati raggiunti.
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25/01/2008
- Dlgs 152/2006 e acque, le modifiche del "Correttivo unificato"
Dopo la soppressione dell'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti di cui all'articolo 159, "risorge" il Comitato per la vigilanza sulle risorse idriche, istituto con la cd. legge Galli (legge 36/1994).
Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 21 dicembre 2007 e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale lascia tuttavia aperto il problema delle Autorità di bacino, la cui esistenza è stata "prorogata" fino all'entrata in vigore di una nuova disciplina correttiva del Dlgs 152/2006 (ancora da venire), e sulle quali pende la spada di Damocle di una possibile, definitiva, soppressione.
Altre modifiche introdotte dal Correttivo, lo ricordiamo, riguardano le definizioni di scarico, acque reflue urbane, acque reflue industriali, rete fognaria e la soppressione, in tema di autorizzazioni, dell'ibrido costituito dall'autorizzazione temporanea allo scarico passibile di revoca dopo 60 giorni.
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25/01/2008
- Discarica abusiva e stato di necessità, i chiarimenti della Cassazione
L'inesistenza di una discarica ad hoc per un determinato tipo di rifiuti non giustifica la realizzazione di una discarica abusiva, poiché tale circostanza non configura l'esimente dello stato di necessità.
Lo precisa la Cassazione (sentenza 7 gennaio 2008, n. 203) chiarendo che tale circostanza rende solo più onerose, ma non impossibili, le operazioni di smaltimento dei rifiuti e che lo stato di necessità opera quale esimente della responsabilità solo qualora sia necessario evitare un danno grave alla persona, non al patrimonio.
La Suprema Corte ricorda infine i requisiti del reato di realizzazione o gestione di una discarica abusiva: l'accumulo ripetuto e non occasionale di rifiuti, l'eterogeneità dei materiali ammassati, la definitività del loro abbandono e il degrado dei luoghi conseguente a tale ammasso di materiali.
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25/01/2008
- Scarico o utilizzazione agronomica delle acque, le precisazioni della Cassazione
Lo scarico di acque reflue provenienti da frantoio, allorché avvenga direttamente nel suolo, è da considerarsi scarico di acque industriali e non utilizzazione agronomica delle stesse.
È la Cassazione a chiarirlo (sentenza 44293/2007), ribadendo che non può qualificarsi come utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione dei frantoi oleari, ai sensi dell'articolo 74, comma 1, lettera p), lo sversamento diretto nel suolo di acque derivanti da un'attività produttiva di beni.
Tale sversamento, pertanto, configura, se non autorizzato, il reato di cui all'articolo 59, Dlgs 152/1999 (ora articolo 137, comma 14, Dlgs 152/2006).
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